I FILTRI PIU’ COMUNI
Generalmente le scatole del filtraggio presenti negli acquari più
comuni sono detti filtri a turbina. Qui una pompa fa in modo di
convogliare l’acqua in un contenitore chiuso, nel quali sono
presenti dei materiali filtranti, come lana di perlon, carbone,
cannolicchi, fibre sintetiche ecc.. Tutto questo serve per
purificare l’acqua, sia in modo meccanico che biologico. Il
filtraggio meccanico consiste nel trattenere tutte le particelle
visibili in sospensione nell’acqua e cioè renderla limpida, mentre
quello biologico, molto più importante, consiste nel trasformare in
sostanze innocue l’inquinamento invisibile e le varie sostanze
altamente pericolose, per la vita dei pesci, che si formano
nell’acquario.
Per essere precisi bisogna specificare che non sono né il filtro, né
i materiali filtranti che esercitano il filtraggio biologico. Il
filtro e i materiali da esso contenuto creano solo le condizioni per
l’insediamento delle colonie di batteri che effettuano questo
importantissimo lavoro.
Il carbone, infine, serve per togliere coloranti e sostanze velenose
ed esaurisce le sue funzioni in media ogni sei settimane, ma questo
dipende anche dall’uso che ne faremo. Se useremo il carbone per
filtrare un acquario dopo aver usato dei medicinali, questo si
esaurisce nel giro di una settimana.
L’allestimento del filtro può essere fatto nella seguente maniera:
l’acqua convogliata, deve prima attraversare il carbone attivo, poi
la lana e infine i cannolicchi o altri materiali sintetici.
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