Le malattie dei pesci |
Premessa |
Il problema delle malattie purtroppo è molto sentito e spesso non
si riesce a dare la giusta assistenza al pesce che la contrae.
I pesci come tutti gli esseri viventi sono sottoposti alle malattie
che sono di varia natura ma spesso hanno in comune il fatto che
vengono scatenate da fattori esterni,elenchiamone i principali :
Lo stress dovuto al trasporto è il primo fattore che incontrano i
pesci durante il viaggio spesso da paesi lontani (Singapore Maldive etc.).
Infatti durante il trasporto in aereo o in furgoni i pesci vengono messi
in sacchetti di plastica con metà acqua e metà ossigeno puro e poi
introdotti dentro casse di polistirolo espanso per
ridurre al minimo gli scambi di temperatura con l’esterno.
In un singolo sacchetto che contiene circa ¾-1 lt
di acqua possono stare anche 400 neon ed il viaggio
può durare anche 24 ore. L’acqua all’interno ,durante questo lasso
di tempo , subisce delle trasformazioni chimiche non indifferenti.
L’ossigeno viene bruciato dai pesci trasformandosi
in anidride carbonica che in acqua ha una reazione
provocando un calo repentino del ph mentre i rifiuti dei
pesci portano ad aumentare vertiginosamente il tasso
di ammoniaca nell’acqua.
Senza considerare che la morte specialmente all’inizio
del viaggio di alcuni esemplari contribuisce anch’esso
all’aumento delle sostanze tossiche.
Un ulteriore trauma lo subiscono quando poi vengono introdotti
nelle vasche dei grossisti e poi di li a pochi
giorni nuovamente pescati e messi nelle vasche dei
negozianti dove sono pronti per fare l’ultimo viaggio
verso la destinazione finale: l’acquario dell’acquario-
filo.
Infine la temperatura gioca anch’essa un ruolo
determinante sulla componente stress perchè tende
a cambiare anche di diversi gradi.
Da tutto ciò deduciamo che la causa prima delle malattie dei pesci
è senza dubbio lo stress; esso infatti provoca un indebolimento ed
una conseguente vulnerabilità agli agenti patogeni provocando la
comparsa di molte malattie.
Molte di queste malattie sono già presenti all’interno del corpo
del pesce e aspettano proprio il momento propizio per attaccare il
pesce stressato ed indebolito.
Ogni specie di pesce reagisce in modo differente ai fattori esterni
ma comunque il tasso di ammoniaca e di nitriti elevati oltre che un
brusco calo di temperatura e di tasso di ossigeno disciolto sono
sicuramente deleteri e spesso provocano la morte senza arrivare alla
fase successiva delle malattie.
Fortunatamente oggi anche i paesi meno sviluppati che importano pesci
in europa e in altre parti del mondo si sono resi conto che è interesse
di tutti cercare di fare sopravvivere il maggiore numero possibile di
pesci e per questo motivo gli imballaggi sono fatti meglio e l’acqua a
disposizione dei pesci è maggiore anche se questo và a scapito del costo
del trasporto specie quello aereo.
L’altro fattore da tenere presente riguarda soprattutto i pesci marini
che, a differenza di quelli di acqua dolce riprodotti in acquari,vengono
catturati in natura.
L’uso delle reti è oramai il sistema più usato dagli uomini che devono
catturarli ma esiste sempre ,sebbene oramai in misura assai ridotta ,qualche
caso di cattura con veleni .
Queste sostanze che servono ad addormentare il pesce provocano danni fisici
di grande livello come disfacimento del fegato portando l’esemplare alla
sicura morte.
Quindi ne consegue che è estremamente importante per l’acquirente comprare
pesci sani perché tutto comincia da qui.
Affidatevi ad un negoziante di fiducia che garantisca ai pesci una quarantena
nella quale vauti lo stato di salute dei pesci.
Infatti le conseguenze di un viaggio lungo si vedono dopo qualche giorno e le
giuste cure in caso di malattie sono fondamentali in questa fase.
Ovviamente anche l’acquariofilo deve fare la sua parte cercando di adottare
tutte le regole fondamentali per evitare un’inutile perdita di pesci.
La vasca dove saranno ospitati i pesci deve avere trascorso un periodo anche
di un mese per dare tempo ai batteri cosiddetti “buoni” di colonizzare il filtro
biologico ,la temperatura deve rimanere costante e sui valori giusti un base
alle specie di pesci,la pompa deve gettare l’acqua leggermente sopra la
superficie facilitando gli scambi gassosi tra aria ed acqua,ed infine deve una
volta acquistati i pesci acclimatarli tenendo prima il sacchetto a”mollo”
nell’acqua dell’acquario e poi deve pian pianino introdurre poca acqua alla
volta al fine di abituare i nostri ospiti gradatamente alle differenze di acque.
Se in acquario sono già presenti dei pesci non sarebbe sbagliato avere un vasca
anche piccola per la quarantena dei pesci di modo da osservarli per un periodo
di dieci giorni riduceno i rischi di introdurre pesci gia affetti da qualche
genere di malattia.
Dopo tutta questa lunga premessa si capisce che la migliore cura per i pesci
(ma non solo per i pesci) è senza dubbio la prevenzione.
Adesso parleremo delle malattie e delle cure facendo però prima alcune
precisazioni.
Non tutte le malattie hanno una cura ed un rimedio efficace ma sicuramente
se queste vengono prese in ritardo anche la migliore cura potrebbe rivelarsi
insufficiente.
Ne consegue che l’osservazione giornaliera dei pesci ospitati nell’acquario
è di fondamentale importanza per capire se è il caso di intervenire subito con
la cura.
Spesso con un occhio allenato (ma non è necessario avere una grande esperienza )
è possibile capire se esista o meno una malattia ancor prima che si manifesti
nel pesce.
La prima regola è che il pesce mangi e poi che non si appparti in un angolo
dell’acquario magari a galla o sul fondo ma anche che nuoti regolarmente senza
fare scatti improvvisi .
Osservare la respirazione è un altro fattore fondamentale : se questa è accelerata
dobbiamo stare all’erta .
E per ultimo dobbiamo osservare il corpo del pesce che non presenti anomalie come
puntini o chiazze bianche .
Le malattie si possono manifestare in vario modo e questo vale sia per i pesci di
acqua dolce che per i pesci marini ma è necessario,durante la cura, togliere dal
filtro il carbone attivo lasciando però in funzione il filtro , aerare bene l’acquario
con l’uso di un comune aeratore ed infine dare mangimi appetitosi (chironomus e
artemie congelate )ai pesci abbinandoci insieme un buon complesso vitaminico.
Dopo i trattamenti vale la regola di fare un cambio parziale dell’acqua ed
aggiungere un buon carbone attivo per eliminare parte delle sostanze del medicinale.
Elenchiamo qui di seguito le principali: |
Ichthyophthirius |
La malattia più comune tra quelle esterne è senza dubbio l'ittioftiriasi (la
versione marina si chiama invece(Cryptpcaryon irritans) .
Si tratta di un protozoo ciliato che si attacca sul corpo del pesce occupandone
le cellule epidermiche e riproducendosi nel loro interno.
Si manifesta quindi una serie di puntini bianchi ben visibili ad occhio nudo in
quanto sono leggermente sporgenti dal corpo .
Ne sono colpiti in acqua dolce soprattutto neon, cardinali, petitelle,tutti i
poecilidi e anche i botia.
Spesso la causa è dovuta ad un calo di temperatura e per questo viene anche
chiamata malattia da “raffreddamento”.
Per fortuna la cura è molto semplice ed efficace:bastano poche
Gocce di medicinali a base di blu di metilene e verde malachite per portare nel
giro di qualche giorno alla sua completa scomparsa . |
Oodinium |
Altra malattia abbastanza comune che si manifesta con più frequenza nei pesci
marini è l’Oodinium che si manifesta con piccolissimi puntini bianchi tanto
sottili che il pesce sembra come “infarinato” .
Colpisce in acqua dolce molto spesso i ciclidi (fra cui scalari e discus)e gli
anabantidi ma non solo mentre in acqua marina vengono attaccati molto spesso
gli acanturidi (come per esempio paracanthurus hepatus e acanthurus leucosternon)
e i pomacantidi mentre ne sono praticamente esenti labridi, le murene e vari
tipi di gattucci.
Colpisce il corpo ma anche le branchie del pesce che comincia a respirare
affannosamente presentando branchie arrossate
Purtroppo solo dalla respirazione è difficile fare una diagnosi precisa perchè
i fattori potrebbero essere molteplici (mancanza di ossigeno nell’acquario,
presenza di nitriti od ammoniaca,vermi delle branchie,presenza di sostanze
tossiche in generale.).
La cura nel caso dei pesci di acqua dolce da risultati soddisfacenti se presa
in tempo ma nei marini (ammesso che sia possibile effettuarla a causa della
presenza o meno di invertebrati) resta molto problematica e spesso può provocare
vere e proprie stragi di massa.
In entrambi i casi l’uso del solfato di rame (da non usare in acquari marini
con invertebrati) dà spesso buoni risultati ma comunque esistono in commercio
ottimi medicinali.
Nel caso di invertebrati esistono medicinali adatti all’uso ma di scarsa potenza
e quindi sarebbe meglio adottare il sistema della vasca da quarantena.
Bisogna comunque prestare molta attenzione a non abbondare con questo
medicinale come del resto per tutti i medicinali che se in eccesso possono
provocare la morte non solo del parassita ma anche del pesce che lo ospita.
Infatti le cure come quelle per tutti gli esseri viventi si basano sul
principio che il medicinale tossico sia più dannoso per il parassita che
non per il paziente .
La cura dura circa 5 giorni e nel caso il pesce continui a mangiare spesso
si risolve con esito positivo. |
Fungosi |
Alte malattie che però riguardano soprattutto i pesci di acqua dolce sono
le fungosi (Saprolegnia).
Esse si manifestano in maniera evidente con la presenza di chiazze bianche e
batuffoli di cotone sul corpo soprattutto.
Spesso possono essere provocate da lesioni sul corpo che si sono infettate ma
anche una non perfetta igiene dell’acqua.
La cura più semplice consiste nel sottoporre in vasca da quarantena il pesce
ad un bagno prolungato in acqua e sale (il normale sale da cucina) in ragione
di 5-10 gr per litro di acqua.
Comunque anche i medicinali in commercio riescono a dare buoni risultati anche
se spesso richiedono un po’ di tempo.
La malattia non si diffonde rapidamente sugli altri ospiti come invece succede
per l’oodinum e l’ittiofiriasi ma comunque non và sottovalutata.
Anche un uso locale del medicinale con l’uso di un po’ di cotone nella parte
lesa è di sicuro effetto.
Va tenuto presente che alcuni pesci di acqua dolce preferiscono vivere in acqua
salmastra proprio percheè questa malattia in presenza di sale non si manifesta
volentieri(i pesci come i black mollie le poecilia velifera , ed anche i comuni
guppy ne trarrebbero dei sicuri benefici). |
vermi delle branchie |
Quando il pesce muove le branche rapidamente e si posiziona nella superficiale
dell’acqua ed è appurato che il tasso dell’ossigeno , ammoniaca e nitriti sono
nei valori giusti (non dimenticate però anche all’uso sbagliato del CO2 che
darebbe reazioni simili)allora con tutta probabilità ci troviamo davanti ad un
caso di malattia causata da vermi di varia natura che colpiscono le branchie del
pesce.
La cura (si trovano in commercio alcuni medicinali)è di difficile
risoluzione portando il pesce comunque alla morte.
Si consiglia subito di allontanare i pesci colpiti.
Il motivo che la scatena è sempre dovuto comunque spesso ad un errore da parte nostra
(la regolazione della temperatura ,un affrettata voglia di introdurre pesci in un
acquario di recente installazione etc,).
Infatti spesso i pesci convivono per anni con questo parassita (ne sono un esempio
i discus )ma non si manifesta fino a che le condizioni dell’acquario non peggiorano .
E’ infatti in questa fase che il parassita ha la meglio cominciando a riprodursi
in maniera massiccia.
Il risultato è che il pesce come difesa naturale produce una secrezione mucosa
intorno alle branche ostruendo il passaggio dell’ossigeno :la morte avviene quindi per soffocamento.
Nel caso dei pesci marini soprattutto questa manifestazione è invece spesso causata
dall’oodinum. |
vermi intestinali |
Questi parassiti (ne esistono di diverse specie)sono anch’essi spesso normalmente
presenti nei pesci e possono convivere con l’ospite anche per anni e improvvisamente
debilitare il pesce.
Colpisce molto spesso i pesci di acqua dolce ma ne sono esenti generalmente i caracidi
(neon cardinali etc.) mentre è molto frequente in pesci come discus e scalari.
Anche in questo caso la malattia è già presente all’origine nei grossi allevamenti
dove è presente una scarsa sensibilità nella cura ed igiene dell’acqua.
Infatti è proprio questo il motivo principale dello sviluppo di questa malattia.: il
parassita vive nell’intestino del pesce e per riprodursi libera delle uova che con
le feci si depositano sul fondo dell’acquario dove vengono poi mangiate da altri pesci
chiudendo così il loro ciclo.
Purtroppo quando ci accorgiamo della malattia spesso il pesce è già massicciamene
colpito dai parassiti.
Controllare che il pesce mangi e che non tenda a dimagrire (evidente sono il
dimagrimento nella zona superiore degli occhi e nel ventre) sono le uniche
manifestazioni che si riscontrano.
Per debellare questa malattia anche in questo caso le cure sono molto poche .
Una cura consiste nel somministrare insieme al cibo un impasto fatto con mangime
e una sostanza che si chiama droncit e che viene normalmente usta per curare i
vermi nei gatti (vedi il libro del Dr.Salvatori Riccardo “I Discus”).
Esiste purtroppo un problema :spesso la presenza di vermi intestinali è
associata dalla perdita di appetito e quindi qualunque cura di questo genere
risulta spesso vana.
Vale comunque anche qui la regola di dare mangime variato e molte vitamine
e soprattutto sifonare continuamente il fondo dell’acquario togliendo cosi
di circolazione le uova eventualmente presenti .
Per fortuna questi accorgimenti sono già sufficienti per impedire un
proliferarsi della malattia.
|
batteri |
Questa malattia è forse la più dannosa in termini di perdita di numero di
pesci ospitati (colpisce infatti quasi tutte le specie di acqua dolce e marine).
Infatti sia in acqua dolce che marina essa può provocare danni enormi in
brevissimo tempo (uno o due giorni!!)
Esistono innumerevoli tipi diversi di batteri e purtroppo non è possibile da
un semplice esame dell’acqua vedere alcuna malattia .
L’unica sarebbe un esame fatto da un laboratorio specializzato che comunque
richiederebbe spesso duo o tre giorni prima delle risposte il che non ci
sarebbe di molto aiuto.
La malattia si manifesta senza segni evidenti (alcuni batteri altresì provocano
ulcerazioni rosse evidenti su parti del corpo e sulle pinne,mentre altre fanno
evidenziare occhi opachi) ma sicuramente possiamo avere il sospetto dalla
grande quantità di morti tutti in un solo giorno.
Per fortuna la cura esiste e si tratta di antibiotici (si trovano in commercio a
base di nitrofurantoina per esempio) al largo spettro che colpiscono un grande
parte di questi batteri ma il successo è legato alla rapidità di intervento.
I risultati della cura sono visibili già il giorno seguente.
E’ necessario in questo caso più che in altri somministrare vitamine dopo la
cura per ristabilire la flora batterica nell’organismo del pesce. |
Chilodonella,trichodina,costia |
Si tratta di un altro parassita abbastanza comune che colpisce i pesci di acqua
dolce (ne sono spesso affetti i discus e gli scalari, i platy e in genere
tutti i poecilidi)
Viene chiamata la malattia dei deboli perchè anche in questo caso colpisce
soprattutto i pesci debilitati da lunghi trasporti.
Sui manifesta con presenza nel corpo (specie se il pesce viene osservato
frontalmente) di una patina biancastra e da un evidente movimento oscillatorio
del pesce che inoltre appare apatico e spesso con respirazione lenta.
Altro sintomo è la chiusura delle pine che sembrano come incollate.
La cura a base di medicinali come solfato di rame può dare risultatii
soddisfacenti ma anche l’uso di formalina è moto efficace (attenzione
però alle quantità perchè è morale anche per i pesci).
La cura spesso si protrae anche per lungo tempo in quanto si tratta di
un parassita noioso da debellare. |
hexamitiasi |
Colpisce essenzialmente i pesci di acqua dolce come i ciclidi (in particolare
modo i discus gli scalari ed anche il pesce oscar).
La cura da scarsi risultati e ultimamente si ritiene che sia provocata da
una carenza vitaminica quindi anche in questo caso è sempre meglio prevenire.
Si trovano alcuni prodotti in commercio che abbinati ad un aumento della
temperatura ( anche oltre i 33 C° !!) possono dare discreti risultati. |
Tubercolosi |
Malattia per fortuna rara che non ha niente a che vedere con la tubercolosi
normalmente conosciuta in campo umano , si manifesta con perdita dell’appetito
e rigonfiamento degli occhi.
La cura è pressoché inesistente e purtroppo è abbastanza contagiosa.
Per fortuna colpisce solo alcune specie in particolare come per esempio i
pelvicacromis pulcher . |
Idrofisia |
I sintomi sono evidenti:rigonfiamento del ventre con squame sollevate .
Le origini della malattia sono sia virali e in questo caso dobbiamo solo
allontanare i pesci colpiti che di altra natura.
Infatti anche cattive condizioni ambientali nell’acquario ed alimentari
possono provocare un rigonfiamento del fegato con conseguente perdita di
liquidi ematici dando come risultato questo genere di sintomatologia.
La cura consiste nel migliorare le condizioni con cambi piccoli cambi
parziali e frequenti dell’acqua e somministrando vitamine. |
esoftalmia |
Colpisce tutti i pesci di acqua dolce e marina e si manifesta negli occhi
che sporgono in maniera molto evidente fuori dalle orbite.
La cura non esiste ma nel 50 % dei casi ,se miglioriamo le condizioni dell’acquario
, si possono avere dei risultati positivi altrimenti la perdita della vista
o peggio la morte stessa sono inevitabili.
|
Lernea,Argus |
Si tratta di due parassiti molto grandi e ben visibili ad occhio nudo.
Spesso si manifesta in pesci di acqua dolce fredda che ne rappresentano il
veicolo principale ma tendono ad attaccare anche tutti i generi di poecilidae
E’ uno dei pochi casi dove è possibile curare con una azione meccanica:vanno
tolti con un paio di pinzette tirando momentaneamente fuori dall’acqua il pesci colpito.<br>
Meglio sarebbe se però dessimo una leggera dose di neguvon (medicinale molto
tossico) per tramortire i parassiti in modo da toglierli con più facilità senza
creare danni al pesce.
Conviene ripetere l’operazione di asportazione dopo che è trascorsa una settimana.
Essi infatti si attaccano con dei potenti uncini e succhiano linfa vitale al pesce
che se trascurato muore completamente esausto e pieno di questi piccoli crostacei.
Necessaria anche una buona aspirazione del fondo dove si trovano le uova che
lasciano depositare sul fondo. |
conclusioni |
Questo articolo sulle malattie vuole essere solo una guida : per una conoscenza
più approfondita delle singole malattie e di altre che non sono così comuni e non
ò elencato qui in questa sede si consiglia la lettura di libri specializzati
("le malattie dei pesci di acquario" di Dieter Undergasser della casa editrice Primaris).
Infine un’ultima precisazione sulla prevenzione delle malattie : non dimentichiamo
che esiste in commercio un apparecchio che riesce a prevenire molte delle malattie
citate: si tratta dell’impianto U.V.
Questo apparecchio si basa sul principio che l’acqua sia il veicolo
principale delle malattie dei pesci e che sterilizzandola si riesca a debellare
I parassiti patogeni.
L’acqua in uscita dal filtro infatti viene convogliata
dentro una camicia con all’interno un neon battericida e durante il passaggio
incontra il neon ultravioletto che uccide i parassiti .
Questo vale quindi come preventivo per evitare il diffondersi delle malattie ma
se il pesce presenta già la malattia allora questo apparecchio non può essergli
di aiuto.
Alberto Mantovani |